Arte


Intervista Lucio Mosole e Fabio Adani

LUCIO MOSOLE

Professione Vignaiolo

Definisciti con tre parole Difficile definirsi in tre parole: determinato, equilibrato, ottimista.

Il tuo libro preferito Non sono un gran lettore di libri, le mie preferenze comunque sono per i libri storici.

Il film che più ricordi Per rimanere in tema, sicuramente “A good Year” con Russel Crowe e Marion Cottillard….un classico esempio di cosa vuol dire essere rapiti da questo lavoro.

Il tuo modo di rilassarti Lo sport, e a questo proposito ho ripreso a correre con la bici da corsa, dopo moltissimi anni…..una mia vecchia passione

Il posto in cui sei stato e torneresti Ne elenco tre…..in Cile (ci sono stato a 21 anni ..Stupendo), in Nepal di recente (Intrigante) e in Francia (a confrontarmi con i vignerons Francesi)

Cosa apprezzi di più nelle persone? La genuinità e l’onestà

Il tuo pregio più grande e il tuo difetto Difficile giudicare se stessi, lascio ad altri questo impegno.

Da quanto ti occupi di vini? Dal 1986 ….fui scaraventato in questo meraviglioso mondo che ben presto diventò parte della mia vita.

Come è nata la tua passione? In verità all’inizio non ero molto convinto del mestiere che mi accingevo ad iniziare….ma dopo qualche anno, colsi l’essenza di questo lavoro; l’equilibrio tra l’uomo, il cielo e la terra.

Il vino al quale sei più affezionato In questo periodo tendo a preferire i vini bianchi fermi, quindi tra i miei sicuramente ELEO LISON un vino che sento legato sia al territorio che alla famiglia (ELEO è l’acronimo tra i nomi dei miei primi due figli; Eleonora e Leonardo)

L’episodio che ricordi con più affetto nel tuo essere imprenditore e quello più curioso Ce ne uno che si ripete tutti gli anni, la VENDEMMIA e sono arrivato a 28 episodi.

Cosa ti ha spinto ad affiancare i tuoi vini alle opere d’arte? Il vino e l’arte hanno un legame da sempre…..mi piace.

Perchè hai scelto le opere di Fabio Adani? Di Fabio mi piace il tratto pulito e delicato che mette nelle sue opere e aggiungerei anche l’ottima personalità che le caratterizza.

Le emozioni che suscitano in te le opere di Fabio Adani Tranquillità, pace, voglia di stare a guardarle a lungo….ecco un altro denominatore comune con un ottimo vino

FABIO ADANI

Professione Artista, Insegnante di Disegno e Storia dell’Arte, Essere Umano, Papà e tante altre cose che a volte improvviso…

Definisciti con tre parole Plantigrado, Paziente, Sfuggente (ho cercato un altro aggettivo con la P ma per il momento non mi è venuto)

Il tuo libro preferito Un solo libro sarebbe riduttivo, semmai tanti autori come Buzzati, Erri De Luca, Fenoglio, Terzani, Kapuscinski e tanti altri, e l’elenco sarebbe lungo…

Il film che più ricordi Non sono particolarmente cinefilo, ma a caldo “Gatto nero, Gatto bianco” di Kusturica

Una cosa che cambieresti di te stesso Il naso, ma ormai fa parte di me e va bene così e non mi sentirei a mio agio, il resto pure.

Il tuo modo di rilassarti Distaccarsi, cercare il più possibile di non esserci

Il posto in cui sei stato e torneresti Difficile dirne uno senza far torto a tanti altri, in base anche alle singole esperienze che si vivono in determinati luoghi; in generale comunque, la montagna rimane il mio luogo di elezione.

Cosa apprezzi di più nelle persone? Quando riescono ad essere sé stesse in modo sincero

Il tuo pregio più grande e il tuo difetto Questa è una cosa che preferirei lasciar dire agli altri, soprattutto chi mi conosce più da vicino, credo riescano a vedere in modo più corretto e disincantato pregi e difetti

Quando hai iniziato a “fare arte”? In modo serio, solo verso i primi anni del nuovo millennio;

Com’è nata la tua vena artistica? Forse c’è sempre stata, anche per tradizione di famiglia, ma è emersa col tempo, più quello necessario a capirla e ad addomesticarla;

Quali materiali usi per le tue creazioni? Lo sguardo, l’attenzione sulle cose, il silenzio; il resto sono tecniche, ma preferisco per ora quelle che più mi danno un senso di inafferrabilità e leggerezza, come l’acquerello e la matita;

L’episodio che ricordi con più affetto nel tuo percorso artistico e quello più curioso Non sono legato ad un episodio particolare, semplicemente quando il lavoro viene riconosciuto ed apprezzato per me è già importante e va a decantare in un deposito affettivo; il momento più curioso può essere quello, un po’ di tempo fa, di una “passeggiata” del mio gatto su un lavoro in fase delicata di rifinitura pochi giorni prima di una occasione importante; per fortuna il lavoro ne uscì salvo e il gatto pure.

Ci sono artisti del passato o del presente a cui ti ispiri? Anche qui l’elenco sarebbe lungo e magari specifico per certe opere: se devo citarne alcuni in particolare, il Correggio, Friedrich, Turner, Fernand Khnopff, Anselm Kiefer

Le linee guida delle tue opere Forse dovrei usare dei termini enologici, ci provo (poi magari Lucio mi correggerà): delicatezza, finezza, leggerezza, con un retrogusto di inafferrabilità ma che non spaventa, ma attrae e rasserena.

Cosa pensi dell’abbinamento delle tue opere ai vini dell’azienda Mosole? Credo sia uno di quegli incontri che riescono a compensarsi a vicenda; in particolare, per quello che ho avuto modo di assaggiare, trovo ci sia una ricerca di qualità molto alta in entrambi i settori che si abbina perfettamente.

www.fabioadani.com